Di Syna su 4.9.2026
Categoria: Rivista Syna

30 anni di legge sulla parità: molti progressi, ma il cammino è ancora lungo

Una legge può cambiare la società? Nel caso della legge sulla parità dei sessi (LPar), che il 1° luglio 2026 ha compiuto trent'anni, la risposta è: sì, ma non da sola.

L'entrata in vigore della LPar nel 1996 ha segnato una tappa importante. Per la prima volta, le discriminazioni fondate sul sesso venivano esplicitamente vietate a livello di assunzione, condizioni di lavoro, salario, formazione di base e continua, promozione o licenziamento. Anche le molestie sessuali venivano riconosciute giuridicamente come una forma di discriminazione. Per le lavoratrici in particolare, ciò significava una migliore protezione e nuove possibilità di far valere i propri diritti.

Trent'anni dopo, molte cose sono cambiate. Oggi le donne sono meglio formate, più presenti sul mercato del lavoro e più numerose a ricoprire funzioni dirigenziali. Anche la società è più sensibile alle questioni della parità. Temi come la parità salariale, la conciliabilità tra vita professionale e vita privata o le molestie sessuali vengono affrontati più apertamente rispetto agli anni Novanta. Ma la legge ha raggiunto il suo obiettivo?

Progressi sì, ma la parità è ancora lontana

Uno sguardo alle cifre mostra che la Svizzera ha compiuto progressi, ma non è ancora giunta al traguardo. Per quanto riguarda il salario mediano, la differenza tra donne e uomini si è ridotta dal 16,3% nel 2006 all'8,4% nel 2024. Considerando però l'insieme dei salari, il divario medio è ancora del 16,2%. Quasi la metà di questa discrepanza non può essere spiegata dalla formazione, dalla funzione o dal ramo economico.

Le disparità sono ancora più marcate se si considera l'insieme del reddito da attività lucrativa: quello delle donne è in media inferiore di quasi il 40% rispetto a quello degli uomini. Molte donne lavorano a tempo parziale, riducono il grado d'occupazione per farsi carico di compiti di cura o interrompono temporaneamente l'attività professionale. Le conseguenze si riflettono anche sulla pensione. Oggi le donne percepiscono in media una rendita inferiore di circa un terzo rispetto a quella degli uomini. Le perdite accumulate nel corso della vita professionale in termini di salario e opportunità di carriera si riflettono poi anche sulla previdenza per la vecchiaia.

Le cifre non raccontano tutta la storia

Ma le statistiche riflettono solo una parte della realtà. Molti uomini ritengono che la parità sia ampiamente realizzata nel mondo del lavoro, mentre molte donne percepiscono una realtà ben diversa. Anche la ripartizione del lavoro non retribuito resta un fattore centrale: un'ampia maggioranza della popolazione ritiene che le donne continuino a farsi carico della quota maggiore dei compiti domestici e di cura.

Questa responsabilità incide sulla carriera, sulle possibilità di formazione continua, sul reddito e sulle prospettive di promozione. Dietro ogni statistica si cela una storia personale: quella di una lavoratrice a cui, dopo una gravidanza, vengono offerte meno possibilità di crescita, di una donna esclusa da una promozione o di una professionista che constata come il proprio salario sia inferiore a quello di un collega che svolge un'attività comparabile.

L'esperienza delle persone interessate conta
Per questo, anche in occasione del trentesimo anniversario della legge sulla parità dei sessi, Syna pone le persone al centro della propria azione. Nell'ambito di una campagna video, dà la parola a quattro donne della Svizzera romanda e a quattro donne della Svizzera tedesca, appartenenti a generazioni e settori economici diversi, che raccontano la propria esperienza, le difficoltà che hanno dovuto affrontare, ma anche i progressi osservati nel corso della loro vita professionale. Le loro testimonianze mostrano ciò che nessuna statistica può cogliere: che cosa si prova di fronte alle disuguaglianze e quali possono essere le conseguenze nella quotidianità professionale. Perché la parità non è solo una questione di cifre: riguarda anche il riconoscimento, le pari opportunità e il rispetto sul posto di lavoro.
Il cammino prosegue

I trent'anni della LPar sono un motivo per festeggiare. Senza questa legge, molti diritti e disposizioni di protezione che oggi ci paiono scontati non esisterebbero. Tuttavia, le cifre e l'esperienza di molte lavoratrici mostrano che la parità è ancora lontana dall'essere pienamente realizzata. Le leggi possono dare impulso al cambiamento, ma questo diventa realtà solo nelle aziende, durante le trattative sui CCL e nei rapporti quotidiani. Trent'anni fa la legge sulla parità ha aperto porte importanti. Ora si tratta di fare in modo che tutte e tutti possano davvero varcarle. 

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