Di Syna su 5.9.2025
Categoria: Rivista Syna

Quei 30 secondi che ti stravolgono la vita

La frana di Blatten ha sottratto violentemente il socio Syna Hans Peter Lehner alla sua tranquilla quotidianità. In questa situazione eccezionale, fra incertezze e privazioni, è emerso ciò che da sempre lo sorregge: la solidarietà.

Con un certo senso di inquietudine mi reco nella Lötschental. Le immagini di Blatten sono ancora vive: nuvole di polvere, tetti sfondati, un paesaggio lacerato. Come può un estraneo avvicinarsi a qualcuno che ha vissuto direttamente una simile catastrofe?

Questa preoccupazione svanisce in fretta quando arrivo a Wiler. Hans Peter è già sul balcone e mi saluta con la mano. Mi invita a entrare. Mentre sorseggio un caffè mi siede di fronte serenamente. Avverte subito il mio stato d'animo. «È il sentimento di molti», dice accennando un sorriso. «Ma credimi: parlare aiuta. E raccontare quello che è successo è una sorta di terapia.»

L'appartamento è semplice e ordinato, ma si capisce che Hans Peter e sua moglie non vi abitano da molto. Non mancano di nulla, ma è difficile sentirsi davvero a casa. In fondo, casa loro è a Blatten. Hans Peter inizia il suo racconto – pacato, chiaro, senza tanti drammi. A parte pochi anni a Langenthal, la Lötschental è sempre stata il centro della sua esistenza. «È quel momento in cui affronti la curva a Ferden e la valle si apre davanti ai tuoi occhi: allora sento che il mio posto è qui.»

Per grande fortuna degli abitanti di Blatten, il 19 maggio 2025 le autorità avevano ordinato l'evacuazione. Quindici minuti di tempo per raccogliere lo stretto necessario in due borse della spesa e una sacca sportiva. Nulla di più. Altri non hanno nemmeno avuto quest'opportunità perché erano fuori casa o al lavoro. I primi messaggi sono arrivati già durante l'evacuazione: amici, colleghi, compagni di un tempo. «Nel giro di due ore ogni abitante di Blatten aveva un letto e un tetto sopra la testa. È stato un momento in cui la solidarietà non era qualcosa di astratto, ma di estremamente tangibile.»

La frana si è staccata alcuni giorni dopo, il 28 maggio. «30 secondi e la tua vita è sconvolta», rammenta Hans Peter. Pare quasi ironico che avesse iniziato proprio quella giornata partecipando come uditore a un seminario dell'università di Berna sul futuro delle regioni alpine e le sfide di molte regioni di montagna: spopolamento, mancanza di prospettive, problemi infrastrutturali. «Eppure, la Lötschental offre buone condizioni: posti di lavoro nelle vicinanze, un'infrastruttura funzionante, forti legami di vicinato e un paesaggio meraviglioso.» Poi, nel pomeriggio, il distacco, la frana che ha stravolto tutto.

Hans Peter e sua moglie sono saliti sull'alpe Lauchern, che offre una visuale sulla valle e sulla cicatrice nella montagna. «Siamo rimasti seduti in auto per un bel pezzo. E abbiamo pianto…» Per Hans Peter, ciò che in simili situazioni dà sostegno non sono solo la famiglia o l'ambiente abituale; c'è qualcosa di più fondamentale: empatia, fiducia, solidarietà. Che anche il sindacato abbia reagito prontamente con una donazione e, cosa ancora più importante, con la vicinanza personale di molti, lo ha profondamente commosso. «Persone con cui non avevo contatti da vent'anni mi hanno scritto un breve messaggio: come stai? Sembra un'inezia, ma mostra una forte partecipazione.»

​Per Hans Peter la solidarietà non è mai stata solo un concetto politico. L'ha vissuta e sostenuta in prima persona. Dopo l'apprendistato di cuoco, è passato alla Ferrovia del Lötschberg (BLS), dove ha lavorato per molti anni come conducente di treni di cantiere. Ha aderito subito al sindacato (oggi transfair). «Non ci ho riflettuto molto; per me era ovvio.»

A quarant'anni, una lesione durante un corso di ripetizione ha modificato il suo percorso professionale. Impossibile proseguire il lavoro fisico sui binari. Hans Peter si è riqualificato come agente tecnico-commerciale e ha svolto la pratica aziendale alla BLS, ma a causa di una fusione il suo impiego sarebbe stato soppresso. Si è rivolto a transfair, ma il Segretario regionale competente era in ferie. A sollevare la cornetta è stato Kurt Regotz del segretariato Syna Alto Vallese. «Gli ho illustrato la mia situazione e senza troppi rigiri di parole Kurt mi ha detto di passare in segretariato lunedì, che avrebbero trovato una soluzione.» E così è stato. Hans Peter ha iniziato un praticantato da Syna, ha aiutato durante il trasloco, ha appreso le procedure, ha dato una mano a gestire le richieste dei soci e le attività organizzative. Molta esperienza maturata in quei mesi gli è stata utile per il periodo trascorso all'ufficio del registro fondiario dell'Alto Vallese, dove ha lavorato fino al pensionamento. «Con Syna ho acquisito nozioni molto concrete: lavoro strutturato, comunicazione chiara, rapporti con persone in situazioni complesse…»

Quel periodo lo ha forgiato sotto il profilo non solo professionale, ma anche umano. Perché la solidarietà opera in entrambe le direzioni: essere socio significa molto più che pagare una quota sociale. «Si entra in un sindacato quando non se ne ha bisogno, ma quando serve qualcuno c'è sempre. Ed è ciò che conta.» Hans Peter vive questa esperienza di appartenenza ancora oggi. Insieme a sua moglie è impegnato nel progetto «Gemeinsam statt einsam» (insieme anziché soli, n.d.t.) avviato con Pro Senectute. Si tratta di creare occasioni di incontro, soprattutto ora che molti abitanti di Blatten vivono sparsi e mancano i consueti rapporti quotidiani.

E quale futuro attende Hans Peter? «La Lötschental», è la risposta decisa. Anche se non è chiaro quando sarà possibile tornare a Blatten. Ma l'emozione, quando a Ferden la valle si apre, è presente – forse ancora più forte di prima.

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