In pensione anticipata – prima che il fisico ceda
Il conto di decenni di lavoro duro arriva spesso solo al termine della vita professionale. Chi trasporta carichi pesanti, lavora in ginocchio o è esposto a rumore, polvere e altre sollecitazioni lo paga spesso con la propria salute. Schiena, ginocchia e spalle si logorano, l'udito diminuisce e compaiono malattie delle vie respiratorie. Le cifre ufficiali della Suva parlano chiaro: danni all'udito, malattie dell'apparato locomotore e patologie delle vie respiratorie sono tra le malattie professionali più frequenti, conseguenze tipiche del lavoro fisicamente gravoso nell'edilizia principale e nei rami accessori. Poiché molte malattie professionali si manifestano solo poco prima del pensionamento o addirittura dopo, un pensionamento anticipato può contribuire a limitarne le conseguenze e ad affrontare il pensionamento in condizioni di salute migliori.
Un partenariato sociale di successo
Queste sollecitazioni fanno parte della quotidianità anche nel ramo della posa di piastrelle. Tanto più importante è il nuovo contratto collettivo di lavoro, che prevede un modello di pensionamento anticipato. «È il risultato di trattative tenaci e dimostra ciò che si può ottenere insieme per i dipendenti», afferma Guido Schluep, responsabile di questo ramo economico presso Syna.
Anche i datori di lavoro sostengono la soluzione. Konrad Imbach, presidente centrale di Ceruniq, vi vede un guadagno per l'intero settore: «Grazie al pensionamento anticipato possiamo aumentare l'attrattiva della nostra professione a fronte della carenza di personale qualificato». Il modello fa tesoro delle esperienze positive maturate nella Svizzera romanda, come pure a Basilea e in Ticino, e dimostra che un partenariato sociale funzionante può creare miglioramenti concreti per le lavoratrici e i lavoratori e per le aziende.
Un segnale per altri rami professionali
Mentre nella Svizzera romanda praticamente tutti i rami accessori dell'edilizia dispongono di modelli di pensionamento anticipato, la Svizzera tedesca è ancora in ritardo, ad esempio tra i falegnami, i posatori di pavimenti, gli installatori elettricisti come pure nel giardinaggio e paesaggismo o nel settore del metallo.
«La conclusione del contratto nel ramo della posa di piastrelle dimostra che sono possibili buone soluzioni sul piano del partenariato sociale», è convinta Nora Picchi, responsabile della politica sindacale di Syna. «Le piastrelliste e i piastrellisti hanno dimostrato che si può fare. Tocca ora ad altri rami professionali consentire ai propri dipendenti un ritiro anticipato dalla vita attiva dopo una vita professionale lunga e fisicamente gravosa, prima che il fisico presenti il conto».