Di Syna su 28.5.2020
Categoria: Impegno

«Non sarà più come prima»

Il presidente Syna Arno Kerst spiega cosa ci sta facendo il coronavirus e cosa serve ora: sicurezza e prospettive per le lavoratrici e i lavoratori, per poter vivere e lavorare con dignità.

Arno, secondo te cosa ha acceso la pandemia di coronavirus?

Innanzitutto preoccupazione: si temeva e si teme ancora per la propria salute e quella dei propri cari e amici, sia in famiglia che sul lavoro. Inoltre, le misure adottate hanno generato incertezza. Appelli a rimanere a casa, scuole chiuse, treni vuoti, eventi annullati, nessuna possibilità di incontrarsi fisicamente: dall'oggi al domani ci siamo dovuti riorganizzare, la quotidianità e il lavoro sono stati completamente stravolti...

Cosa significa la crisi per i lavoratori in particolare?

Le sfide che i dipendenti devono affrontare sono estremamente diverse e individuali. Alcuni sono rimasti di punto in bianco senza lavoro e temevano per il loro salario, mentre per altri il lavoro è improvvisamente aumentato e con esso anche lo stress – con ripercussioni anche marcate sulla famiglia, per esempio per chi doveva anche accudire i figli a casa.

Cosa chiede Syna per il ritorno alla normalità?

Non serve a nulla limitarsi a sostenere le aziende con pacchetti di aiuti. Dobbiamo garantire gli impieghi e i salari in modo tale che dopo la crisi si torni a spendere. Inoltre, non si farà semplicemente ritorno alla vita di prima. Dovremo convivere con il virus e con le misure precauzionali che abbiamo imparato. Con la digitalizzazione il mondo del lavoro sta vivendo una rivoluzione e la crisi del coronavirus non ha fatto che accelerare questo sviluppo. Ecco perché chiediamo sicurezza a lungo termine e prospettive per i lavoratori.

Come si farà?

Oggi chiediamo con più forza ancora un valore che da sempre riteniamo centrale: la dignità. Per me lavoratore o lavoratrice significa innanzitutto un rapporto di lavoro fisso e un reddito sicuro, in modo da non dover temere ogni giorno per il mio sostentamento. Ma significa anche che il mio lavoro non mette a rischio la mia salute e che posso conciliarlo con la mia vita familiare. Allora sono anche disposto a migliorare la mia formazione e ad adeguarmi alle mutevoli esigenze della vita professionale.

Vivere e lavorare nella dignità

Le rivendicazioni del sindacato Syna dopo la crisi legata al coronavirus:

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