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È tempo di dare più tempo alle famiglie!

Il primo ostacolo è superato: sono state raccolte e depositate 112 517 firme. Ma soprattutto sono state poste le basi per un dibattito che la Svizzera avrebbe dovuto avviare da tempo: come conciliare meglio famiglia e lavoro?

Tempo radioso, volti radiosi e aria di cambiamento in Piazza federale a Berna. Il 30 settembre, insieme a un'ampia alleanza, abbiamo raggiunto un traguardo importante: l'iniziativa per un congedo familiare è stata depositata ufficialmente con 112 517 firme. La richiesta è chiara: dopo la nascita di un figlio, ciascun genitore deve poter beneficiare di 18 settimane di congedo familiare. Così la Svizzera compirebbe un passo importante verso una politica per le famiglie moderna.

La Svizzera è in ritardo

Che l'iniziativa raccolga ampio sostegno non stupisce. In fatto di congedi per le famiglie, infatti, la Svizzera ha parecchio da recuperare. Oggi le madri hanno diritto a 14 settimane di congedo, mentre ai padri o all'altro genitore spettano appena due settimane.

Due settimane che esistono da poco, visto e considerato che il congedo di paternità è stato introdotto solo nel 2021, dopo anni di pressione politica esercitata tra l'altro con l'iniziativa per il congedo di paternità lanciata da Travail.Suisse. Un successo importante, non c'è dubbio. Ma nel confronto europeo, in materia di congedo parentale la Svizzera resta tra i fanalini di coda.

La vita familiare è cambiata

La nascita di un bimbo stravolge la vita: nuovi compiti, notti insonni e una quotidianità che deve trovare il suo ritmo. Le prime settimane e i primi mesi sono un periodo particolare in cui genitori e figli crescono insieme come famiglia. Tanto più è importante che i genitori abbiano abbastanza tempo per affrontare insieme questa nuova fase della vita. Oggigiorno l'idea di come conciliare famiglia e lavoro è diversa. Molti padri vogliono assumersi più responsabilità fin dall'inizio e trascorrere tempo con i figli. E molte madri vogliono restare attive professionalmente senza dover rinunciare per questo al tempo per la famiglia.

Ma tra desideri e realtà c'è spesso un profondo divario. Le attuali condizioni quadro lasciano a molte famiglie poca scelta su come ripartire lavoro e accudimento dei figli. È proprio qui che interviene l'iniziativa per un congedo familiare: creare i presupposti affinché i genitori possano assumersi insieme le proprie responsabilità fin dall'inizio. Per una vera libertà di scelta: ogni famiglia deve poter decidere da sé come organizzare la propria quotidianità e quale strada le si addice meglio.

La parità inizia a casa

In molte famiglie i ruoli sono ancora assunti in modo tradizionale: la madre si occupa dei figli in maggior misura, il padre va a lavorare. Non necessariamente perché i genitori lo desiderino, ma perché le condizioni quadro attuali favoriscono questa ripartizione.

Le conseguenze si vedono soprattutto nella vita professionale delle donne. Dopo un parto, molte madri riducono il grado d'occupazione o interrompono l'attività lavorativa. I padri, invece, possono perlopiù proseguire il proprio percorso professionale senza grandi cambiamenti. A lungo termine, questo si ripercuote anche su salari, opportunità di carriera e previdenza per la vecchiaia.

Un congedo familiare di uguale durata per entrambi i genitori può contribuire a scardinare questi schemi. Se entrambi hanno tempo fin dall'inizio per occuparsi del neonato e gestire insieme la quotidianità familiare, anche la ripartizione futura dell'accudimento può cambiare. Perché la parità non comincia solo sul posto di lavoro, ma anche a casa.

Ne trae vantaggio anche l'economia

Più tempo per la famiglia non è una buona notizia solo per genitori e bimbi: anche l'economia ha interesse a una migliore conciliabilità tra famiglia e lavoro. In molti settori manca personale qualificato. Ma numerose madri ben formate lavorerebbero volentieri di più, se le condizioni lo permettessero. Una ripartizione più paritaria dell'impegno familiare può aiutare le donne a ridurre di meno l'attività lucrativa e a restare nel mercato del lavoro.

Alle famiglie serve del tempo


Ovvio: un congedo familiare più lungo non risolve tutti i problemi; servono posti di custodia sufficienti e a prezzi accessibili, buone condizioni di lavoro, salari equi e orari di lavoro favorevoli alle famiglie. Ma un congedo familiare ripartito in modo più equo sarebbe un passo importante nella giusta direzione.

Con il deposito dell'iniziativa il primo grande ostacolo è superato. Le 112 517 firme sono la dimostrazione che molte persone desiderano condizioni migliori per le famiglie. I volti radiosi in Piazza federale non esprimevano solo la gioia per la riuscita della raccolta firme, ma anche la fiducia che nella politica familiare svizzera qualcosa possa finalmente muoversi.

«Il vero lavoro politico comincia solo adesso.»

112 517 firme, un sole radioso e tanti volti soddisfatti in Piazza federale. Cosa hai pensato in quel momento?

Yvonne Feri: Ho soprattutto provato gioia e gratitudine. Dietro queste 112 517 firme c'è un impegno incredibile. Nei mesi scorsi numerosi collaboratori, membri e volontari hanno raccolto firme e convinto le persone della bontà della nostra causa. Ritrovarci tutti insieme in Piazza federale è stato un bel momento.

Le firme sono state depositate: il grosso del lavoro è fatto?

No, il vero lavoro politico inizia ora. Raccogliere firme è una cosa, conquistare maggioranze politiche è un'altra. Dobbiamo fare in modo che la nostra richiesta non finisca in un cassetto. A tal fine, l'ampia alleanza che sostiene l'iniziativa è una base importante.

Cosa auspichi per il futuro dibattito politico?

Che non si discuta solo di quanto costa un congedo familiare più lungo, ma anche di che cosa porta alla nostra società. E che si prenda sul serio la realtà delle famiglie. Servono soluzioni che migliorino davvero le cose. Continueremo a batterci per questo

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