La Coordination des syndicats de la fonction publique, dont Syna est membre, salue la décision du Gouvernement jurassien de mettre fin sans reconduction à la ponction salariale de 1,9 %, et ce dès le 1er janvier 2027.
Le trattative salariali per il 2026 lasciano poco spazio all'ottimismo. Syna giudica insufficienti i risultati delle tornate. Nora Picchi, responsabile della politica sindacale Syna, spiega le ragioni e mostra perché, nonostante alcuni miglioramenti, molti lavoratori e lavoratrici oggi non stiano affatto meglio rispetto a dieci anni fa.
In Svizzera, gli affitti aumentano ormai da molti anni, di gran lunga più velocemente rispetto ai salari. Molti inquilini sborsano cifre troppo alte, in media si stima circa un 360 franchi al mese di troppo. L'iniziativa sulle pigioni mira a garantire la trasparenza delle pigioni e a proteggere gli inquilini contro gli abusi.
I dati dell'ultimo «Barometro del buon lavoro» sono preoccupanti. Stress, esaurimento e sovraccarico di lavoro sono in netto aumento: oltre un terzo delle lavoratrici e dei lavoratori riferisce sintomi di questo tipo. Lunghi orari di lavoro, elevato stress psicologico e mancanza di riposo sono pane quotidiano per molte persone – un dato che deve metterci in allerta.
Nell'ambito del suo impegno a favore della parità e di buone condizioni di lavoro, Syna ha condotto tra le proprie socie un sondaggio sulla violenza sessista e sessuale sul posto di lavoro. Le testimonianze raccolte dimostrano quanto sia esteso un problema di cui si parla ancora troppo poco.
Stress, spossatezza e disturbi psichici non sono ormai più un tabù sul lavoro, ma sono ancora troppo spesso fonte di incertezza. Due esempi illustrano i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, cosa si è tenuti a comunicare all'azienda e dove vanno tracciati confini chiari.
Molti giovani si affacciano alla vita lavorativa con impegno e ambizione, eppure sono sempre più stressati ed esausti. Dal «Barometro del buon lavoro 2025» pubblicato da Travail.Suisse emerge l'importanza della salute psichica fin dall'inizio della carriera professionale.
Dopo difficili trattative, le parti sociali hanno raggiunto un accordo su un nuovo contratto nazionale mantello (CNM). Determinante per il raggiungimento di questo risultato è stata la forte pressione esercitata dalla piazza, ossia dagli stessi lavoratori edili.
Riccardo Longhitano ha 16 anni ed è al secondo anno di apprendistato come impiegato di commercio AFC presso Syna. Apprezza la varietà della formazione, il significato del suo lavoro e trova il giusto equilibrio praticando molto sport.
L'impresa di commercio al dettaglio ha concordato con i partner sociali Syna e la Società degli impiegati del commercio Svizzera nell'ambito del contratto collettivo di lavoro (CCL) un aumento della massa salariale dell'1,5 per cento. Questo aumento della massa salariale corrisponde al più alto nel commercio al dettaglio svizzero per il 2026. Inoltre continua ad essere l'unica impresa di commercio al dettaglio che rinuncia completamente alla deduzione di coordinamento nella cassa pensioni. A beneficiarne è in particolare il personale a tempo parziale, poiché l'intero salario viene considerato senza detrazioni per la cassa pensioni, garantendo una pensione futura sostenibile.
Al termine di un duro conflitto di lavoro e di intense trattative
In occasione delle rispettive Conferenze professionali, i delegati dell'edilizia dei sindacati Unia e Syna hanno approvato il risultato delle trattative per il nuovo Contratto nazionale mantello per l'edilizia principale (CNM). Questo risultato è stato raggiunto dopo dieci intensive tornate di trattative e un conflitto che ha coinvolto l'intero ramo. Con questo nuovo CNM i lavoratori edili ottengono diversi miglioramenti a lungo attesi in materia di orari di lavoro e di garanzia del potere d'acquisto.
Associazione imprese svizzere servizi di sicurezza (AISS) e i sindacati Syna e Unia prorogano la dichiarazione di obbligatorietà generale per un altro anno.
Al termine di una serie di intense trattative, venerdì 12 dicembre 2025 le delegazioni negoziali della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) e dei sindacati Syna e Unia hanno raggiunto un accordo. Le parti contraenti hanno negoziato un Contratto nazionale mantello della durata di sei anni, che introduce una nuova regolamentazione degli orari di lavoro e del tempo di viaggio, un pacchetto salariale e una garanzia in materia di rincaro. Grazie al nuovo accordo, l'edilizia diventa più attrattiva. Adesso l'esito delle trattative deve essere approvato dagli organi decisionali di entrambe le parti.
Oggi sono proseguite le trattative per il rinnovo del Contratto nazionale mantello (CNM) per l'edilizia principale, che a breve giungerà a scadenza. Ad oggi manca ancora un accordo. Una soluzione non può prescindere da misure per contrastare la grave crisi del personale, ad esempio orari di lavoro più compatibili con la vita privata e la garanzia del potere d'acquisto per i salari effettivi. La Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) collega invece il rinnovo del CNM a una richiesta che significherebbe la fine di un principio fondamentale del partenariato sociale: l'abolizione dell'articolo contrattuale relativo alle trattative salariali. Questo ultimatum è un attacco al potere d'acquisto degli edili e apre le porte al dumping salariale. I vertici della SSIC non dimostrano alcuna disponibilità al compromesso e proiettano l'edilizia in una situazione di vuoto contrattuale. Non accadeva da oltre un decennio.
Nella giornata odierna di martedì sono proseguite le trattative per il rinnovo del Contratto nazionale mantello (CNM) per l'edilizia principale, che a breve giungerà a scadenza. Le parti hanno condotto trattative intense, senza tuttavia raggiungere un'intesa. Un accordo non può prescindere da misure concrete per contrastare la grave crisi del personale. Gli edili hanno bisogno soprattutto di orari di lavoro più compatibili con la vita privata e della garanzia del potere d'acquisto per i salari effettivi. La società degli impresari costruttori si oppone a queste misure. Se non raggiungiamo un'intesa entro fine anno, l'edilizia rischia di precipitare in una situazione di vuoto contrattuale. Non accadeva da oltre un decennio.
