Fai pausa – ma nel modo giusto!
Il riposo è una necessità. Il diritto del lavoro esige quindi l'interruzione del lavoro dopo un determinato numero di ore. Ecco cosa è bene sapere in materia di pause.
La legge prevede la seguente durata minima delle pause: un quarto d'ora se il lavoro giornaliero dura più di cinque ore e mezzo, mezz'ora se dura più di sette ore, un'ora se dura più di nove ore. La pausa dovrebbe spezzare più o meno a metà il turno di lavoro.
Le pause servono per riposarsi e ristorarsi durante la giornata lavorativa. Devono essere percepite e questo rientra nelle responsabilità del datore di lavoro. Non sono considerate tempo di lavoro e possono non essere rimunerate. Fanno eccezione i casi in cui non puoi abbandonare la postazione di lavoro, ad esempio una macchina perché bisogna poter intervenire immediatamente in caso di malfunzionamento, o se devi supervisionare i pasti all'asilo nido. In questi casi la pausa è rimunerata. Ciò che spesso si fa, ma non è consentito, è saltare le pause per uscire prima dal lavoro.
Le lavoratrici e i lavoratori con obblighi famigliari sottostanno a regolamentazioni particolari; su richiesta la loro pausa pranzo può durare più a lungo. Anche le donne in dolce attesa hanno diritto a pause supplementari.
E attenzione: anche le pause per fumare sono considerate alla stregua di interruzioni del lavoro e quindi non vanno retribuite. I fumatori non hanno alcun diritto legale alle pause sigaretta!
