In occasione dei trent'anni della legge sulla parità dei sessi abbiamo intervistato la consigliera agli Stati giurassiana Mathilde Crevoisier Crelier. A fronte di disparità salariali che continuano a persistere, ella riflette sui blocchi politici e sulle misure necessarie per far finalmente progredire la parità in Svizzera.
Nell'ambito del suo impegno a favore della parità e di buone condizioni di lavoro, Syna ha condotto tra le proprie socie un sondaggio sulla violenza sessista e sessuale sul posto di lavoro. Le testimonianze raccolte dimostrano quanto sia esteso un problema di cui si parla ancora troppo poco.
Cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'articolo sulla parità riveduto, il diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore non è ancora una realtà consolidata per tutti. A inizio luglio, sulla piazza antistante la stazione di Berna, rappresentanti di oltre 50 gruppi si sono riuniti davanti a una simbolica torta di compleanno… in lacrime.
Il 2 aprile 2025 Syna lancia, insieme a un'ampia alleanza, l'iniziativa per un congedo familiare che chiede l'introduzione di un congedo parentale di 36 settimane, ossia 18 settimane non trasferibili per ciascun genitore, in sostituzione degli attuali congedi di maternità e di paternità.
Molti uomini vorrebbero lavorare a tempo parziale, ma poche famiglie riescono ad attuare questa suddivisione del lavoro. Il problema è particolarmente sentito nell'edilizia. Verein Pro Teilzeit si impegna per eliminare questa disparità.
Il nostro documento del Congresso 2023 affronta diversi aspetti delle pari opportunità, che si tratti di vera parità di genere, di origine, di età o di orientamento sessuale.
Per molte donne la discriminazione fa ancora parte della quotidianità lavorativa, con esperienze assai diverse – dai salari più bassi a parità di mansioni, alle molestie sessuali, alla violenza fisica e psicologica.
L'articolo 8 della Costituzione federale sull'uguaglianza giuridica obbliga dal 1981 il legislatore a garantire l'uguaglianza di diritto e di fatto. Dal 1996 la legge federale sulla parità dei sessi (LPar) protegge le persone dalla discriminazione basata sul sesso sul posto di lavoro, dall'annuncio di lavoro fino alla risoluzione del contratto d'impiego.
Con il pretesto di migliorare la situazione delle donne in pensione, il Parlamento ci sta proponendo una riforma del 2° pilastro sulla quale saremo chiamati alle urne il prossimo 22 settembre.
Non lasciamoci trarre in inganno!
