I dati dell'ultimo «Barometro del buon lavoro» sono preoccupanti. Stress, esaurimento e sovraccarico di lavoro sono in netto aumento: oltre un terzo delle lavoratrici e dei lavoratori riferisce sintomi di questo tipo. Lunghi orari di lavoro, elevato stress psicologico e mancanza di riposo sono pane quotidiano per molte persone – un dato che deve metterci in allerta.
Nell'ambito del suo impegno a favore della parità e di buone condizioni di lavoro, Syna ha condotto tra le proprie socie un sondaggio sulla violenza sessista e sessuale sul posto di lavoro. Le testimonianze raccolte dimostrano quanto sia esteso un problema di cui si parla ancora troppo poco.
Stress, spossatezza e disturbi psichici non sono ormai più un tabù sul lavoro, ma sono ancora troppo spesso fonte di incertezza. Due esempi illustrano i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, cosa si è tenuti a comunicare all'azienda e dove vanno tracciati confini chiari.
Molti giovani si affacciano alla vita lavorativa con impegno e ambizione, eppure sono sempre più stressati ed esausti. Dal «Barometro del buon lavoro 2025» pubblicato da Travail.Suisse emerge l'importanza della salute psichica fin dall'inizio della carriera professionale.
Dopo difficili trattative, le parti sociali hanno raggiunto un accordo su un nuovo contratto nazionale mantello (CNM). Determinante per il raggiungimento di questo risultato è stata la forte pressione esercitata dalla piazza, ossia dagli stessi lavoratori edili.
Riccardo Longhitano ha 16 anni ed è al secondo anno di apprendistato come impiegato di commercio AFC presso Syna. Apprezza la varietà della formazione, il significato del suo lavoro e trova il giusto equilibrio praticando molto sport.
C'è fermento nell'edilizia e nell'assistenza sanitaria, due settori rappresentativi di molte professioni coinvolte ogni giorno in attività indispensabili, ma che devono far fronte a condizioni inadeguate. Questi lavoratori e lavoratrici sono garanti di infrastrutture e cure funzionanti: la contropartita deve essere equa.
Il lavoro a tempo parziale è in forte progressione: ormai quasi il 40 per cento delle persone attive in Svizzera ha un grado d'occupazione ridotto. Ma ciò che per alcuni è un'opportunità, per altri rappresenta un peso o persino un rischio. Ne abbiamo parlato con la presidente Syna, Yvonne Feri, affrontando opportunità, difficoltà e riforme necessarie.
Come si può plasmare la svolta tecnologica affinché avvantaggi le lavoratrici e i lavoratori invece di danneggiarli? L'economista Thomas Bauer spiega perché l'IA non minaccia automaticamente l'occupazione e quali condizioni quadro sono necessarie per trasformarla in un punto di forza.
