Lingua, orari di lavoro, responsabilità familiari, accesso alla formazione o riconoscimento delle competenze: le donne migranti incontrano ancora numerosi ostacoli nel loro percorso professionale. Jackie Vorpe, responsabile della politica della formazione presso Travail.Suisse, ci presenta alcune proposte concrete.
Lavorare è importante per trovare il proprio posto in Svizzera. Tuttavia la lingua, gli orari di lavoro, le responsabilità familiari o le difficoltà di accesso alla formazione limitano spesso le opportunità professionali delle donne migranti.
Intervista a Pasquale Perna, ex lavoratore stagionale.
Giunto in Svizzera nel 1979 come lavoratore stagionale, Pasquale ha vissuto sulla propria pelle la separazione dalla famiglia, la precarietà e condizioni di lavoro durissime. Oggi lancia un appello accorato affinché si eviti qualsiasi ritorno al passato.
Per decenni la Svizzera ha alimentato il proprio sviluppo economico ricorrendo ai lavoratori stagionali, negando loro al contempo i diritti più elementari. Questo sistema, oggi abolito, ha segnato indelebilmente l'esistenza di migliaia di persone. In un periodo in cui alcune proposte politiche rimettono in discussione gli equilibri attuali, questa storia ci rammenta la posta in gioco
L'iniziativa denominata «per la sostenibilità» mira a limitare la popolazione svizzera a 10 milioni di abitanti. Con la scusa della protezione, in realtà attacca l'immigrazione e minaccia direttamente la libera circolazione delle persone, gli Accordi bilaterali e l'accesso all'assistenza sanitaria in un Paese che sta invecchiando. L'iniziativa non risolve nessuno dei problemi reali, che si tratti di salari, pigioni, premi dell'assicurazione malattie o condizioni di lavoro. Ecco perché va chiaramente respinta.
Lo sapevi che in alcuni Cantoni le persone titolari di un permesso C da almeno cinque anni possono votare, eleggere... e persino candidarsi alle elezioni comunali? Molti ancora non ne sono al corrente, eppure questo diritto esiste ed è potente: è l'occasione per far sentire la tua voce e partecipare alle decisioni che influenzano la tua quotidianità.
L'immigrazione è una realtà complessa, un fenomeno che tocca milioni di vite in tutto il mondo. In Svizzera, la sua economia fiorente e le opportunità di lavoro rappresentano un faro di speranza per molti. Tuttavia, la vita in un nuovo paese comporta sfide significative che meritano di essere comprese e affrontate con empatia.
Il 9 e 10 novembre, le delegate e i delegati ACLI si sono riuniti a Lucerna per il XIV Congresso nazionale organizzato all'insegna del motto «Il coraggio della pace».
Le persone rifugiate che risiedono legalmente in Svizzera hanno il diritto di lavorare, eppure faticano a farsi assumere.
