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Dopo il successo delle mobilitazioni di ieri a Ginevra, Losanna, Friburgo e La Chaux-de-Fonds, gli edili di tutta la Svizzera romanda hanno incrociato le braccia per manifestare insieme a Losanna. I edili chiedono orari di lavoro che consentano di avere una vita privata e hanno protestato contro il peggioramento delle condizioni di lavoro voluto dalla Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC). Gli edili esigono rispetto per il loro lavoro: la SSIC deve finalmente ascoltare le loro legittime rivendicazioni.

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Dopo il successo delle mobilitazioni in Ticino e a Berna, l'ondata di protesta nel settore dell'edilizia principale è approdata oggi nella Svizzera romanda. A Ginevra, Losanna, Friburgo e La Chaux-de-Fonds, circa 7000 edili si sono astenuti dal lavoro per protestare nelle piazze. In un momento in cui un lavoratore edile su due abbandona la professione, essi esigono orari di lavoro compatibili con la vita privata, una richiesta a cui la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) oppone un netto rifiuto. I lavoratori edili di tutti i Cantoni romandi si sono già dati appuntamento per una seconda giornata di protesta domani a Losanna.

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Dopo un avvio imponente in Ticino, oggi le giornate nazionali di protesta dell'edilizia sono approdate nella regione di Berna. Questa è la risposta dei lavoratori edili all'ostruzionismo dei vertici della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) nelle trattative per il rinnovo del Contratto nazionale mantello. Benché un lavoratore edile su due abbandoni la professione, la SSIC si oppone a orari di lavoro più compatibili con la vita privata. Circa 800 lavoratori edili provenienti dalla città di Berna, da Bienne/Soletta e dall'Oberland bernese hanno partecipato a una manifestazione congiunta a Berna. La giornata di protesta di Berna è parte di una mobilitazione nazionale dell'edilizia. Nelle prossime settimane seguiranno altre azioni di protesta in tutta la Svizzera.

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Oggi il personale di vendita e i sindacati Unia e Syna hanno presentato una petizione contro l'aumento del lavoro domenicale firmata da oltre 9000 persone. Chiedono al Parlamento svizzero di fermare l'attacco alla domenica non lavorativa. I sindacati criticano aspramente la modifica proposta, che peggiorerebbe ulteriormente le condizioni di lavoro nel commercio al dettaglio. Esortano inoltre il Parlamento a prendere sul serio gli avvertimenti dei sindacati e della comunità scientifica e a proteggere le lavoratrici e i lavoratori nella vendita.

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Nessuna intesa neppure nella quinta tornata negoziale per il rinnovo del Contratto nazionale mantello (CNM), in scadenza a breve. Anzi, benché un muratore su due abbandoni la professione a causa delle giornate lavorative troppo lunghe, la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) nega agli edili orari di lavoro compatibili con la vita privata. Pretende invece che lavorino ancora di più e per un salario inferiore. Dopo la giornata di protesta della settimana scorsa in Ticino, venerdì incroceranno le braccia anche i lavoratori edili bernesi. Nelle prossime settimane seguiranno ulteriori giornate di protesta in altre regioni della Svizzera.

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Le parti sociali del settore della panetteria-confetteria, ovvero PCS, Hotel & Gastro Union, Syna e Unia, si impegnano congiuntamente a favore della qualità, della formazione e di condizioni di lavoro eque. Fine giugno 2025, il Consiglio federale ha dichiarato di obbligatorietà generale il contratto collettivo di lavoro (CCL) negoziato dalle parti sociali. Questo comporta importanti miglioramenti in materia di salari minimi e regolamentazione dell'orario di lavoro a favore dei lavoratori e degli apprendisti.

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Le trattative in vista del nuovo Contratto nazionale mantello sono in corso da quest'estate, ma non si profila alcuna soluzione. Benché un lavoratore su due abbandoni la professione, la Società degli impresari costruttori si oppone a orari di lavoro compatibili con la vita privata. Oltre 20'000 edili si sono pertanto espressi a favore di misure di sciopero nel corso di un'ampia votazione tenutasi a livello nazionale. In occasione dell'odierna conferenza stampa, i sindacati Unia e Syna ne informano i media.

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All'insegna del motto «La sanità: siamo noi per voi» l'Alleanza per il personale sanitario invita a partecipare alla manifestazione nazionale, che si terrà il 22 novembre in Piazza federale a Berna: per chiedere un'assistenza sanitaria sicura, condizioni di lavoro adeguate e l'attuazione dell'iniziativa per cure forti. L'appello si rivolge sia al personale sanitario sia alla popolazione nel suo insieme.

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Le trattative per il rinnovo del Contratto nazionale mantello (CNM) sono in corso da vari mesi. Restano solo due tornate negoziali in calendario, ma non ci sono soluzioni in vista. Benché un muratore su due abbandoni la professione a causa delle giornate lavorative troppo lunghe, la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) nega agli edili orari di lavoro compatibili con la vita privata. Non solo: pretende addirittura che gli edili lavorino ancora di più in cambio di meno soldi. Così facendo la SSIC aggrava ulteriormente la carenza di personale.

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