L'Unione europea è il principale partner commerciale della Svizzera. Il 20 dicembre 2024 il Consiglio federale ha reso noto di aver raggiunto un accordo con l'UE sulle modifiche agli accordi bilaterali. Un bel passo avanti, ma la svolta definitiva deve ancora avvenire.
Un quarto delle persone che vivono in Svizzera non ha il passaporto rossocrociato. Molte di loro vivono qui da anni o addirittura decenni. Lavorano, pagano le tasse, crescono i figli: di fatto, sono parte integrante della società da molto tempo, eppure restano giuridicamente escluse. Ci sono molti ostacoli alla naturalizzazione; la procedura è complessa e spesso confusa.
Il 2 aprile 2025 Syna lancia, insieme a un'ampia alleanza, l'iniziativa per un congedo familiare che chiede l'introduzione di un congedo parentale di 36 settimane, ossia 18 settimane non trasferibili per ciascun genitore, in sostituzione degli attuali congedi di maternità e di paternità.
Per molto tempo non ha svolto praticamente alcun ruolo in Svizzera, ma ora è sulla bocca di tutti: la politica industriale. Quale futuro attende l'industria in Svizzera? E qual è la posizione di Syna a tale proposto? A colloquio con Nora Picchi, responsabile della politica sindacale, e Johann Tscherrig, presidente della Direzione Syna.
Il mondo del lavoro è in costante evoluzione. Nell'intervista Thomas Bauer, responsabile della politica economica di Travail.Suisse, spiega quali opportunità e sfide comporta la crescente flessibilizzazione degli orari di lavoro e quali modelli di lavoro potrebbero acquisire maggiore importanza in avvenire.
In Svizzera le persone professionalmente attive sono sempre più stanche e nervose. Crescono inoltre le evidenze che correlano le malattie psichiche allo stress e allo sfinimento da lavoro. Eppure, i dibattiti politici ignorano troppo spesso gli effetti delle condizioni di lavoro sui costi sanitari e sulla carenza di personale qualificato.
Il lavoro plasma la nostra esistenza. È parte della nostra identità e contribuisce in modo determinante alle nostre condizioni di vita. È quindi ancora più importante che tutte le persone abbiano un accesso equo al mercato del lavoro. Ma per chi ha un passato di migrazione, si trasforma in una corsa ad ostacoli fin dal processo di candidatura.
Per molti rami professionali l'autunno è sinonimo di trattative salariali per l'anno successivo. A seconda del settore, i sindacati chiedono aumenti tra il 2 e il 5 per cento. Ma su cosa si basano queste richieste?
A partire da un determinato reddito siamo tutti assicurati nella previdenza professionale e versiamo mensilmente contributi alla cassa pensioni. Ma come funziona esattamente questo sistema?
