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Con una manifestazione di solidarietà tenutasi a Zurigo a inizio luglio, circa 450 falegnami hanno chiesto ai datori di lavoro di desistere dal loro atteggiamento ostruzionistico e di riprendere immediatamente i negoziati. La richiesta era supportata da una petizione che ha raccolto 2435 firme.
Alla conferenza del ramo tenutasi il 30 agosto, i*le soci*e e i*le segretari*e del sindacato Syna hanno formulato le loro richieste più urgenti in vista delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro (CCL) per il mestiere di parrucchiere in Svizzera, che dovrà entrare in vigore nel 2023.
Gli impresari-costruttori hanno annunciato, per le trattative salariali in corso, che rinunceranno «magnanimamente» ad operare tagli salariali. Lo stesso ritornello sta echeggiando anche in altri rami dell'edilizia. La priorità sarebbe quella di «preservare i posti di lavoro».
Dal 1° gennaio 2021 nel ramo della falegnameria regna una situazione di vuoto contrattuale. Cresce la minaccia di dumping salariale e di una sfrenata concorrenza. In occasione della manifestazione tenutasi nella giornata odierna di sabato a Zurigo, 450 occupate e occupati del ramo falegnameria hanno chiesto all'associazione padronale ASFMS di abbandonare l'atteggiamento ostruzionistico e di riprendere le trattative. Una petizione firmata da 2435 persone sostiene questa rivendicazione.
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Sabato 3 luglio, Syna si unirà ai falegnami per manifestare al Lindenhof di Zurigo contro il vuoto contrattuale nel settore.
Nel ramo professionale delle pulizie, i dipendenti lavorano in condizioni di grande precarietà – molti in nero o con salari esigui. Per Syna c'è ancora moltissimo da fare!
Alla conferenza dell'industria MEM della scorsa settimana, i*le partecipanti hanno adottato un vasto piano d'azione a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Oltre ad adeguamenti salariali, i dipendenti del settore chiedono maggiore condeterminazione in azienda, la partecipazione dei datori di lavoro alla MEM-Passerelle 4.0 e una migliore protezione della salute.
